Diventare travel blogger (magari professionista) è ancora il sogno di molti. Probabilmente anche il tuo, se hai deciso di leggere questo post.

Però, come accade per ogni attività umana, non ci si può improvvisare travel blogger così, di punto in bianco. Affinché il tuo sogno si trasformi in un obiettivo reale devi possedere a nostro avviso 7 solide, imprescindibili basi. Quali sono? Continua a leggere e lo scoprirai.

 

1. Sapere cosa significa essere un travel blogger

Non metterti a ridere per questa affermazione che può sembrare una battuta, perché al contrario siamo tremendamente seri: tante (troppe) persone iniziano una certa attività avendo solo una vaga idea di quello che si apprestano a fare, andando così incontro ad un inevitabile fallimento personale e professionale.

Il termine travel blogger è composto da due parole inglesi: travel [viaggio] e blogger [chi scrive in un blog].

Quindi un travel blogger è in primo luogo uno scrittore di viaggi. Se non comprendi al 100% questo semplice concetto ti consigliamo di non proseguire nella lettura di questo post e di cercarti qualcosa di più interessante da fare.

Diventare travel blogger non significa diventare influencer, recensore di prodotti, fotografo di selfie davanti a monumenti, cacciatore di inviti ad eventi, ricercatore di soggiorni gratis, propositore di collaborazioni con enti turistici.

Diventare travel blogger significa semplicemente diventare scrittore di viaggi. Poi, quando si è fatta esperienza e si è dimostrata la propria competenza, tutto il resto arriva (più o meno) da sé.

 

2. Viaggiare (frequentemente)

Se hai capito il punto 1 allora comprenderai facilmente che un travel blogger deve viaggiare e avere viaggiato, perché il viaggio è il vero fulcro della sua attività.

A questo assioma aggiungiamo anche un inevitabile corollario: un travel blogger racconta di viaggi che ha fatto in prima persona.

Scrivere un post su una località senza esserci stati, documentandosi su libri, guide, depliant o siti web, può anche dimostrare che sei un bravo copywriter ma sicuramente non ti trasforma in un travel blogger.

 

3. Saper scrivere (sufficientemente bene per il web)

È ovvio, ma te lo diciamo lo stesso (non si sa mai): uno scrittore di viaggi deve saper scrivere. Puoi anche aver viaggiato tantissimo e conoscere tutti i trucchi delle prenotazioni online, ma se non sai scrivere non potrai mai raccontare i tuoi viaggi come si deve, ergo non potrai mai essere un travel blogger. 

Nel caso dei blogger saper scrivere significa soprattutto saper scrivere per il web, perché chi scrive per il web deve seguire alcune regole particolari (difatti la scrittura di testi per il web è divenuta una branca a sé stante, chiamata web writing).

Descrivere qui cos’è il web writing e come si diventa web writer sarebbe una cosa un po’ troppo lunga: magari ne parleremo in un post futuro. Per ora lasciamo la questione ai tuoi approfondimenti personali, rivelandoti semplicemente che anche se scrivevi temi fantastici a scuola non vuol dire che tu sia automaticamente un web writer.

Innanzitutto per essere un web writer devi per forza possedere le basi fondamentali della materia, ovvero devi conoscere bene la lingua in cui scrivi e le sue regole. Scrivere un post corretto dal punto di vista delle informazioni ma pieno di errori e sfondoni grammaticali non solo ti regalerà una cattiva reputazione ma ti esporrà anche al ridicolo. Inoltre devi utilizzare delle tecniche specifiche di scrittura, per adattare i tuoi testi ai comportamenti e alle esigenze di chi legge sul web.

Detto questo bisogna essere realistici e fare una distinzione tra grammatica, tecnica del web writing e talento letterario, i tre pilastri della scrittura su Internet.

La grammatica si può padroneggiare leggendo un libro di testo. Anche la tecnica del web writing può essere appresa in modo soddisfacente, magari seguendo un corso di formazione in scrittura. Imparare queste due competenze è solo questione di forza di volontà. Il talento invece, ovvero la capacità di amalgamare parole e informazioni in un testo avvincente usando un inconfondibile stile personale, è una qualità innata: o ce l’hai o non ce l’hai. Può essere migliorata o affinata, ma non può assolutamente essere insegnata.

Anche se ti manca il talento letterario puoi diventare lo stesso un buon travel blogger (a patto che tu conosca la grammatica e possieda la tecnica, naturalmente). Però se vuoi fare il salto di qualità la soluzione quasi obbligata è quella di affidarsi a un personal editor, cioè un professionista che esegue revisioni editoriali e che si occupa di ottimizzare i tuoi testi. Non c’è niente di strano o di cui vergognarsi in questo: praticamente tutti i grandi scrittori dell’era moderna e contemporanea sono stati aiutati da un editor.

 

4. Conoscere la geografia

Qui non c’è molto da dilungarsi. La questione è semplicissima: un travel blogger che non conosce la geografia è come un chirurgo che non conosce l’anatomia.

Punto.

 

5. Conoscere la SEO

Anche se sai scrivere benissimo, ma non conosci sufficientemente bene la SEO, il tuo lavoro avrà pochissime possibilità di essere trovato in rete.

SEO è l’acronimo di Search Engine Optimization [ottimizzazione per i motori di ricerca] e identifica tutte quelle azioni che hanno lo scopo di far indicizzare in modo efficace il tuo blog e i tuoi articoli: trovare le giuste keyword [parole chiave], compilare i metadati, inserire giusti tag alt e tag h, configurare la link building interna e altre cose del genere.

In parole povere, se non sai come fare SEO (quasi) nessuno troverà i tuoi post su Google e gli altri motori di ricerca. Se non possiedi questa competenza la soluzione ideale è sempre quella di seguire un corso di formazione. Se per vari motivi non puoi o non vuoi imparare la SEO, allora dovrai trovare un professionista per revisionare e ottimizzare il tuo blog e i suoi contenuti.

 

6. Conoscere la web analytics

La web analytics, ovvero l’analisi dei dati di traffico Internet, è l’insieme di attività che ti consentono di monitorare le prestazioni e il pubblico del tuo blog.

Fondamentalmente la web analytics esamina i tuoi lettori: quante persone visitano il tuo blog, dove risiedono, quali post guardano e per quanto tempo, in che modo trovano i tuoi post in rete e tanti altri dati ancora. Per farlo puoi usare diversi tool [strumenti], sia gratuiti sia a pagamento, il più famoso dei quali è l’arcinoto Google Analytics.

Ma la web analytics non è solo un mezzo che serve per raccogliere dati statistici. Infatti interpretando correttamente quei dati puoi sapere se il tuo blog funziona oppure no, e quindi sarai in grado di impostare, migliorare o correggere la tua strategia di web marketing. Più sono buone le prestazioni del tuo blog, migliori saranno le tue possibilità di essere chiamato a collaborare con enti e aziende.

Se vuoi diventare un travel blogger evoluto l’analisi web deve assolutamente far parte del tuo bagaglio di conoscenze. Anche per quanto riguarda questa competenza puoi scegliere di seguire un adeguato corso di formazione, oppure decidere di affidarti a un professionista del settore.

 

7. Avere voglia di lavorare (molto)

Eh sì, qui arriviamo al vero punto dolente. Perché parecchie persone pensano che fare il travel blogger professionista (o comunque evoluto) significhi solo viaggiare a sbafo e guadagnare senza faticare. Anzi, molti aspirano a diventare travel blogger proprio per questo motivo.

Chiariamo ogni equivoco.

Essere un travel blogger serio significa lavorare molto, specie all’inizio della “carriera” quando bisogna dimostrare la propria bravura. Oltre a viaggiare (vedi il punto 1) si deve anche scrivere tanto sul proprio blog, curare i propri social network, tenersi aggiornati su vari argomenti, curare la propria formazione, creare contatti con enti, associazioni e aziende.

Soprattutto, bisogna lavorare molto durante i blog tour e gli eventi ai quali si viene invitati. Viaggi stampa e soggiorni sponsorizzati non sono vacanze gratuite ma bensì impegni professionali. Questo significa seguire programmi e consigli di chi ci ha invitato; privilegiare attrazioni e destinazioni collegate al focus del lavoro; raccogliere la maggior quantità possibile di materiale per scrivere i blog post (quindi appunti, brochure, foto, video, eccetera); postare in diretta contenuti sui social media.

Insomma non si deve poltrire e ci si deve impegnare al massimo. Un blogger pigro e svogliato, che cerca di sgattaiolare via da una visita guidata alla prima occasione per andare al bar o che arriva tardi agli appuntamenti stabiliti, acquisterà ben presto una cattiva reputazione e andrà poco lontano professionalmente.

 

Vuoi diventare travel blogger? Lo sei già ma vuoi migliorare le tue capacità?

Noi teniamo corsi di formazione per travel blogger, sia principianti che evoluti. Abbiamo una lunga esperienza in merito e nella nostra attività professionale abbiamo lavorato per importanti enti turistici (guarda il nostro portfolio clienti). Nelle nostre lezioni possiamo insegnarti tutto sul travel blogging, da come scrivere correttamente un post a come diventare professionista.

Inoltre forniamo servizi di consulenza specifici per travel blogger, come ad esempio social media marketing, editing, traduzioni, restyling di blog.

Contattaci senza impegno non solo per richiedere informazioni o preventivi, ma anche per raccontarci il tuo progetto di travel blogging e vedere insieme in che modo possiamo aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi.

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